domenica, 20 febbraio 2005
La storia, cattiva maestra
"Oggi i funzionari statunitensi sono rimasti sorpresi e commossi dall'esito delle elezioni presidenziali nel Vietnam del Sud, malgrado la campagna terroristica dei vietcong per sabotare le votazioni. Secondo i resoconti da Saigon, ieri l'83% dei 5,85 milioni di elettori registrati hanno espresso le loro preferenze. Molti di loro hanno rischiato le rappresaglie minacciate dai vietcong. Il successo di queste elezioni è da molto tempo considerato un cardine nella politica del presidente Johnson, volta ad incoraggiare lo sviluppo di un processo costituzionale nel Vietnam del Sud" (Peter Grose, "Gli Stati Uniti incoraggiati dal voto in Vietnam", New York Times, 4 settembre 1967)
Tutto quello che volete sapere su: guerra e pacifismoBuon compleanno, Mani Pulite
"Evidentemente (con i corsivi dell'Avanti! contro Di Pietro, nda), il
Psi sta preparando il terreno per delegittimare pesantemente
l'inchiesta Mani Pulite, in vista di altre retate. Potrebbe essere
arrivata l'ora di Bobo Craxi?" (Gianfranco Fini,27 agosto 1992).
"Questo signor Fini non è altro che un volgare mestatore che scambia la diffamazione per politica" (Bobo Craxi, 27 agosto 1992).
"La scomposta reazione di Bobo Craxi alla nostra nota dimostra che
abbiamo colto nel segno: sostenere che i corsivi dell'Avanti! siano
mossi dal panico che l'inchiesta milanese sulle tangenti individui
uomini al vertice della cupola politico-affaristica nel ristrettissimo
entourage familiare della segreteria socialista, è infatti molto
più verosimile che insinuare gratuitamente che il dr. Di Pietro
agisca per motivi diversi da quelli giudiziari. Se Bobo Craxi vuole
trovare qualche volgare calunniatore, non deve scomodarsi a cercarlo
fuori dall'ambito dei suoi amici di partito. Anche lui dovrebbe sapere
che quando si è presi con le mani nel vaso della marmellata
è inutile tentar di nascondere le mani e ancor più
chiamare in soccorso papà" (Gianfranco Fini, 27 agosto 1992).
"L'avviso di garanzia a Craxi non è solo la fine di un leader,
ma anche la fine ingloriosa di un regime in cui i segretari dei partiti
di governo hanno accumulato negli anni più potere di qualsiasi
dittatore. La scelta dei pm di Milano di emettere l'avviso di garanzia
all'indomani delle elezioni amministrative dimostra che la magistratura
milanese non fa politica, contrariamente a quanto sostenuto proprio dal
segretario socialista"
(Gianfranco Fini, Ansa, 15 dicembre 1992).
Girolamo Savonarola
"Faccio appello alle forze pulite del Paese contro la corruzione.
Abbiamo più volte fatto appelli all'industria farmaceutica di
moralizzare la situazione. Nulla offende di più della
corruzione, perché sottrae risorse vive ai pazienti. E tutto
questo in un momento in cui il servizio sanitario nazionale deve fare i
conti con le risorse. Una volta per tutte bisogna mobilitare le forze
pulite del paese, che sono tante, perché queste cose cessino.
Stop alla corruzione, ai sistemi che fanno finto aggiornamento ai
medici alle pressioni su medici e farmacisti. Le forze pulite del paese
nell'interesse dei malati insorgano contro una modalità che ha
portato a disastri e perdita di risorse oltre che una cattiva immagine
per tutti".
(Girolamo Sirchia, Ansa, 12 febbraio 2003).
"Il governo chiede agli ordini professionali di intervenire con
severità, nell'interesse della categoria. Il malcostume è
un problema che ho sollevato un anno fa. Abbiamo anche tentato un
accordo con Farmindustria che è finito con un buco nell'acqua.
Ma servono anche sanzioni che portino alla rovina finanziaria di chi
non capisce che cosa sia la morale. Come in Usa ed in altri Paesi
europei. Io mi sentirei offeso se venissi mescolato a questa gente. La
parte onesta della società deve condannare e denunciare chi
infanga la professione medica. Gli onesti insorgano contro i corrotti".
(Girolamo Sirchia, Ansa, 13 febbraio 2003).
Medico, cura te stesso
"Non arrivo io alla mia età, 68 anni compiuti, a fine carriera,
per venire qui a rubare o a fare porcherie di sottogoverno: non voglio
chiudere la mia vita con delle macchie. Purtroppo la sanità
italiana è stata percorsa in questi anni da disavventure di ogni
genere, adesso è tempo di smetterla e di guardare avanti.
Sarò il nemico più feroce di tutto ciò:
perché non voglio chiudere la mia vita con macchie per avallare
operazioni di sottogoverno di nessun tipo. Noi non siamo qui per
interessi personali, ma per andare avanti, per fare cose positive".
(Girolamo Sirchia, ministro della Salute appena insediato, Ansa, 17 aprile 2002).
(14 febbraio 2005)
sabato, 12 febbraio 2005
Garantista all'italiana
"A me sembra che in questa vicenda (il mancato nullaosta all'espulsione di Mohamed Daki, ndr)
la cosa più importante e grave sia invece un'altra. E
cioè che questo soggetto, che fa parte di un'organizzazione
terroristica riconosciuta come altamente pericolosa, possa circolare
liberamente per il nostro Paese" (Alfredo Mantovano, sottosegretario all'Interno, An, Il Giornale, 5 febbraio 2005).
NB. Mohamed Darki è libero dopo essere stato assolto dal Tribunale di Milano dall'accusa di terrorismo.
"Devo dire che sono veramente ammirato del profilo personale e culturale di Marcello Dell'Utri" (Alfredo Mantovano, sottosegretario all'Interno, An, Espresso Sud n.5, maggio 2003).
NB. Marcello Dell'Utri è libero, è senatore della
Repubblica e membro del Consiglio d'Europa, dopo essere stato
condannato definitivamente a Torino per frode fiscale e false
fatturazioni (2 anni) e, in primo grado, a Milano per estorsione con un
boss mafioso (2 anni) e a Palermo per concorso esterno in associazione
mafiosa (9 anni).
La Malfa e il suo sosia/2
"I repubblicani che stanno con la sinistra sono analfabeti, venduti e traditori" (Giorgio La Malfa, 5 febbraio 2005).
"Altro appello all'orgoglio repubblicano è venuto da La Malfa il
quale ha indicato nelle bandiere presenti sulla piazza la vera
differenza con Forza Italia. "Quelle bandiere - ha rimarcato - sono
state comprate alla Standa, le nostre sono di colore nero o sdrucite
dagli attacchi subiti dalle nostre sezioni durante il fascismo: recano
scritta un pezzo della storia patria". Per La Malfa (...) anche il Prc
ha avuto i suoi meriti nel richiamare il problema della disoccupazione.
A D'Alema ha detto di non sapere se augurargli il fallimento della
Bicamerale o di mettere la sua firma "assieme a quella di Berlusconi e
Fini, perché non si sa come si possa riscrivere la Costituzione
con quelle forze lì" (Ansa, 19 aprile 1998).
La Malfa e il suo sosia
"I repubblicani che stanno con la sinistra sono analfabeti, venduti e traditori" (Giorgio La Malfa, 5 febbraio 2005).
"Il Pri sta nel centrosinistra da sempre, sono gli altri partiti che
hanno cambiato la loro posizione; soprattutto, i repubblicani
rivendicano con orgoglio le loro origini e la loro storia 'mentre altri
partiti, a destra e a sinistra, hanno dovuto riscrivere frettolosamente
la loro storia o rimuovere le loro memorie'. E' stato attorno a questo
concetto che Giorgio La Malfa ha costruito il suo intervento nel corso
di una manifestazione, la prima dopo tanti anni, che ha visto riuniti a
Campo dè Fiori oltre tremila militanti del Partito repubblicano.
In un tripudio di bandiere, alcune confezionate agli inizi del secolo
('Noi non le abbiamo comprate alla Standa'), i repubblicani si sono
ritrovati per una manifestazione 'dell'orgoglio repubblicano, di chi -
ha detto La Malfa - è stato un protagonista sulla scena
politica, e continuerà ad esserlo'.
Apprezzamento politico per Prodi, riconoscimento pubblico al ministro
del Tesoro Ciampi, cioè a quelli che La Malfa ha definito i due
protagonisti dell'ingresso dell'Italia nella moneta unica (...). La
Malfa ha assicurato che il Pri 'mai si confonderà sotto altre
bandiere (...). La Malfa ha criticato le forze del Polo della
libertà nella cui politica trova 'gli umori inquietanti di una
certa destra e di tanta piccola borghesia lombarda'. Ma non ha
risparmiato critiche neppure a D'Alema e Violante per essersi fatti
interlocutori di Fini. 'Mi hanno fatto tanta tristezza - ha detto -
vedere D'Alema e Violante impegnati a scambiarsi le colpe dei
partigiani con quelle degli uomini della Repubblica sociale. Siamo
stati antifascisti ed è compito della Repubblica difendere le
proprie origini'" (Ansa, 19 aprile 1998).
Bettino Fassino/2
"Mi occupavo di Esteri, e per due anni ho trattato con Craxi e con
tutti i partiti socialisti il nostro ingresso nell'Internazionale
socialista... Con nessuno ho mai detto una parola contro Craxi. E lui
me ne ha dato atto...".
(Piero Fassino, Corriere della Sera, 6 febbraio 2005).
"Il Pds ha risposto, con una dichiarazione di Piero Fassino alle
affermazioni fatte oggi dal senatore Enrico Speroni a Strasburgo a
proposito della carica di vicepresidente dell'Internazionale socialista
ricoperta da Bettino Craxi. Speroni aveva detto che il Pds non aveva
'sollevato obiezioni' in proposito. 'L'on. Speroni - ha risposto ora
Piero Fassino - è noto per le sue boutade provocatorie che
spesso lo portano a parlare a sproposito. Il tentativo di Speroni di
far credere che il Pds sarebbe indulgente verso Craxi è
semplicemente ridicolo e patetico. Basterebbe ricordare con quale
pervicacia persecutoria l'on. Craxi va da mesi di procura in procura
mendicando l'apertura di inchieste sui dirigenti del Pds. E' inutile
che Speroni cerchi dei diversivi per occultare che l'alleanza della
Lega con Berlusconi sta riciclando squalificati personaggi cresciuti e
affermatisi in pieno craxismo. Quanto al fatto che Craxi sia ancora
vicepresidente dell'Internazionale socialista, il Pds ha già
sollevato la questione chiedendo al presidente dell'Internazionale,
Pierre Mauroy, di trovare rapidamente una soluzione che elimini tale
ambiguità".
(Ansa, 8 marzo 1994).
"La comunicazione di Mauroy (sulle dimissioni forzate di Craxi da vicepresidente dell'Internazionale Socialista, ndr)
è stata accolta con favore da Piero Fassino, responsabile esteri
del Pds: 'E' la naturale e logica conclusione di un'evidente
incompatibilità che si era determinata tra la condizione
personale di Bettino Craxi e l'incarico di vicepresidente
dell'Internazionale socialista'".
(Ansa, 18 marzo 1994).
Bettino Fassino
"Oggi si è riunificata la nostra famiglia e la mia
famiglia... Come tenere insieme i padri nobili della nostra storia,
Gramsci e Berlinguer, con Turati, Nenni, Craxi, e i miei padri... Non
era scontato che la mia gente applaudisse, nel sentir pronunciare il
nome di Craxi. Ma io sentivo che sarebbe accaduto... Mi sentivo in
diritto di farlo, perché io non ho mai detto una parola contro
Bettino Craxi. Dell'ultima generazione del Pci, io sono stato l'unico a
non avere mai avuto asprezze con lui".
(Piero Fassino, Corriere della Sera, 6 febbraio 2005).
"Si può naturalmente comprendere l'imbarazzo e l'irritazione di
Del Turco per la diffidenza con cui i partiti socialisti europei
guardano oggi al Psi. Ma di ciò il Pds non porta alcuna
responsabilità. E', invece, una delle tante conseguenze nefaste
della politica di Craxi. Del Turco, anziché prendersela con
Occhetto, faccia la cosa più semplice e chiara: compia atti
inequivocabili che dimostrino che il Psi vuole cambiare davvero
politica e vuole chiudere definitivamente con quel periodo".
(Piero Fassino, Ansa, 5 luglio 1993).
Quelli che non c'entrano/5
"Non c'è opera di quelle indicate nel programma di governo da
cui ritiriamo l'impegno. Le realizzeremo tutte. Mi trovo qui a Porta a Porta
per rispondere all'invito cordiale, uscito dal cuore di Lunardi, che,
trovandosi nella situazione di dover assicurare il lavoro di quattro
diversi ministeri, si trova ora a dover intervenire in settori
importanti avendo anche l'onere di realizzare un importante piano per
il governo che è quello delle grandi opere. Si tratta di 346
mila miliardi di vecchie lire per un decennio. Nel contratto con gli
italiani mi sono impegnato a realizzare almeno il 40% di tutto il
piano. Già si è fatto molto, ma il mio impegno
sarà rivolto a rimuovere gli ostacoli, a velocizzare i tempi e a
sensibilizzare alcuni ministri, soprattutto quelli che gestiscono le
risorse. Le priorità da seguire sono la Salerno-Reggio Calabria
e tutta una serie di collegamenti essenziali come quello
dell'autostrada tra Palermo e Messina che sarà inaugurata entro
la fine del 2003".
(Silvio Berlusconi, 20 novembre 2002).
"Anche sulla Salerno-Reggio Calabria siamo dovuti intervenire a 'piedi
giunti' per sbloccare lavori, dividendo in pochi lotti l'intera opera.
E' ormai sicura la data di ultimazione dell'opera".
(Silvio Berlusconi, 25 febbraio 2004).
Quelli che non c'entrano/4
"Il
Ponte sullo Stretto e la Salerno-Reggio Calabria sono opere utili
all'intero Paese, per avvicinare il nord al sud e questo al resto
d'Europa. Il tempo perduto lascerà, finalmente, spazio agli
interventi strutturali concreti" (Giuseppe Chiaravalloti, presidente Regione Calabria, Ansa, 12 giugno 2001).
"Nell'agenda del governo ci sono poi quella che viene ritenuta la
'madre di tutte le opere': il Ponte sullo Stretto e i lavori di
riammodernamento della Salerno-Reggio Calabria, divenuti ormai
l'ennesima 'storia infinità sul fronte delle opere pubbliche:
per completarli - ha detto di recente Lunardi - occorrono altri 6.000
miliardi oltre a quelli già stanziati, e almeno altri tre anni" (Ansa, 27 giugno 2001).
"Gli investimenti non solo serviranno per una maggiore qualità
della vita di chi risiede in Calabria ma anche per creare dei corridoi
di importazione ed esportazione delle merci: il Ponte sullo Stretto e i
corridoi stradali e autostradali della Salerno-Reggio Calabria, per la
quale è previsto l'allargamento fino a Reggio e la costruzione
delle corsie di emergenza, e della Lecce-Taranto-Sibari-Reggio Calabria
che da strada normale dovrà assumere una tipologia autostradale"
(Silvio Berlusconi, 16 maggio 2002).
Quelli che non c'entrano/3
"Il Ponte sullo Stretto è, con la Variante di Valico e
l'ammodernamento dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria, uno dei punti
caldi del capitolo lavori pubblici su cui Berlusconi ha già
annunciato di voler premere sull'acceleratore".
(Ansa, 15 maggio 2001).
"Secondo il ministro delle Infrastrutture 'in pectore', Pietro Lunardi,
partiranno 'sicuramente' anche altre grandi opere tra cui la Variante
di Valico, il passante di Mestre e la Salerno-Reggio Calabria. 'Nei
primi cinque anni di governo - ha detto Lunardi - il presidente
Berlusconi ha promesso che saranno aperti i cantieri del 40% delle
opere considerate d'emergenza' che globalmente 'valgono quasi centomila
miliardi'. E lo strumento per avviare tali opere 'sarà la Legge
obiettivo che eliminerà il diritto di veto nelle fasi
d'approvazione dei progetti e stabilirà tempi certi'". (Ansa, 17 maggio 2001).
Quelli che non c'entrano/2
"Proseguendo nell'illustrare il proprio progetto, Lunardi indica tra le
priorità per il Centro-Sud: 'Rifare la Salerno-Reggio Calabria e
poi il Ponte sullo Stretto'". (Ansa, 11 aprile 2001).
"Berlusconi ha mostrato alla platea del cinema napoletano che ha
ospitato il comizio la mappa della regione con tutti gli interventi
segnati in rosso. Fra tutti spicca il tratto campano della ferrovia ad
alta capacità di Napoli-Reggio Calabria, che richiederà
2.000 miliardi e cinque anni di lavori. Poi occorrerà ampliare
l'autostrada Salerno-Reggio Calabria per la quale occorreranno 3.000
miliardi".
(Ansa, 18 aprile 2001).
Quelli che non c'entrano/1
"Si chiama Pietro Lunardi, è un ingegnere, e Silvio
Berlusconi ha detto che spera possa far parte della prossima compagine
di governo. E' costui il tecnico che Berlusconi ha scelto di portare
insieme a lui questa sera a Porta a porta. Interpellato sulle emergenze
italiane per quanto riguarda le grandi opere, colui che potrebbe essere
il futuro ministro dei Lavori pubblici, Pietro Lunardi, ne ha indicati
in primo luogo tre: la variante di valico, la variante di Mestre, la
Salerno-Reggio Calabria. 'Al momento l'ing. Lunardi è il
coordinatore di tutta la squadra che ha curato i progetti su queste
grandi opere - ha spiegato Berlusconi - spero un domani possa far parte
della compagine di governo'" (Ansa, 9 aprile 2001).
"Per quanto riguarda le infrastrutture, Fini ha confermato quanto
sostenuto da Berlusconi: 'Ci siamo dati tre priorità: la
variante di valico, l'Autostrada Salerno-Reggio Calabria ed il passante
di Mestre. Non cito il ponte sullo Stretto perché è
assodato; avendone parlato cento volte, è quasi come se avessimo
cominciato a farlo'" (Ansa, 10 aprile 2001).
E' tornato lui
"La Lega presenterà proprie liste e candidati autonomi alle
prossime regionali, contro le forze della restaurazione che si fanno
via via più determinate per portar via voti alla Lega e avviare
la successione a Berlusconi, assediato dai vecchi democristiani. La
decisione è presa" (Umberto Bossi, 10 gennaio 2005).
"Una retromarcia in questo momento non la prendiamo nemmeno in considerazione" (Roberto Calderoli, 10 gennaio 2005).
"Correndo da sola, con liste e candidati autonomi, la Lega Nord scomparirebbe. Ci taglieremmo le palle" (Umberto Bossi, 20 gennaio 2005).
Quello pacato
"Se ci si parla pacatamente e con dati, ma puntando all'efficienza e
all'economicità del servizio giustizia, piuttosto che fare
proclami pubblici, penso che si raggiungano risultati in tempi
più rapidi" (Alfredo Mantovano, sottosegretario all'Interno,
An, ammonisce i magistrati che protestano contro la riforma
dell'ordinamento giudiziario, Ansa, 15 gennaio 2005).
"La condanna di Marcello Dell'Utri per concorso esterno in associazione
mafiosa mi ricorda le rappresaglie dei nazisti in fuga dall'Italia" (Alfredo Mantovano, sottosegretario all'Interno, An, 11 dicembre 2004).
Come passa il tempo
"Io contrario alle primarie nell'Ulivo? Ma si figuri. Io ho proposto che le primarie venissero previste in Costituzione e fossero regolate per legge. E colgo anche il senso della proposta di Romano Prodi". (Massimo D'Alema, La Stampa, 2 settembre 2004).
Tutto quello che volete sapere su: d alema massimoLo stratega
"In Iraq le elezioni regolari saranno la conseguenza di uno Stato
ben funzionante. Ormai c'è una vita regolare, ci sono le scuole
eccetera. Poi, certo, ci sono le cose che non funzionano. Ad esempio, i
semafori a Baghdad non funzionano. Ogni tanto scende uno dalla macchina
e si mette a dirigere il traffico" (Silvio Berlusconi, 30 settembre 2004).
Il cordoglio del premier
"Chi non salta interista è".
(Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio italiano, in visita ai soldati italiani a Nassiriya, 12 aprile 2004).
Programmi d'evasione
"L'educazione dei cittadini al rispetto della legalità, in tutti
i suoi aspetti, è compito di tutti. Per chiedere che lo Stato
assuma tutte le responsabilità bisogna sapere anzitutto di aver
fatto, di stare facendo la propria parte adempiendo a quei compiti che
toccano alle autorità locali e a tutta la cittadinanza. Chi fa
costruzioni abusive distruggendo un bene pubblico come il paesaggio o
chi non paga le imposte, creando ovvie difficoltà per lo Stato e
gli enti locali, non può chiedere aiuto" (Carlo Azeglio Ciampi, presidente della Repubblica, a Crotone, 14 gennaio 2005).
"C'è una norma di diritto naturale che dice che se lo Stato ti
chiede più di un terzo di quello che con tanta fatica hai
guadagnato, c'è una sopraffazione dello Stato nei tuoi confronti
e allora ti ingegni per trovare dei sistemi elusivi o addirittura
evasivi che senti in sintonia con il tuo intimo sentimento di
moralità e che non ti fanno sentire colpevole" (Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, in visita alla Guardia di Finanza, Ansa, 11 novembre 2004).
Tutti d'un prezzo
"L'accordo siglato fra me e Berlusconi il 15 aprile '96 prevedeva un
impegno del Polo a garantire a Radio Radicale il mantenimento dei
requisiti previsti dalla legge del '90 per le emittenti radiofoniche
che risultino essere organo di partito. In mancanza - recita l'accordo
- 'verrà corrisposto dal Polo a Radio radicale un contributo
sostitutivo pari a quello che le spetterebbe in virtù del
sopracitato articolo di legge nell'eventualità che la Lista
Pannella-Sgarbi alle elezioni del 21 aprile '96 non consegua alcun
eletto'..." (Marco Pannella, 16 luglio 1996).
"Ora Berlusconi e il Polo dovranno rispettare gli impegni e le parole,
dati e traditi, fino in fondo. E versare immediatamente le somme
promesse. Anche le prime tre rate di 450 milioni ciascuna, ormai
scadute - come previsto dall'accordo - il 31 maggio, il 31 agosto e il
30 novembre. E un miliardo e 800 milioni annui fino alla fine della
legislatura"
(Marco Pannella, dopo aver trascinato Berlusconi in Tribunale, con
richiesta di sequestro di 20 miliardi al Polo, a titolo di garanzia per
le promesse fatte e non mantenute, e la nomina di un collegio arbitrale
che dà ragione ai Radicali, 18 dicembre 1996).
"Credo sia necessario proporre un'intesa a Berlusconi, o, in carenza, a
Prodi, per le prossime elezioni regionali. L'accordo dovrà
essere solo la prima tappa di un cammino che porta fino alle politiche
del 2006" (Marco Pannella, 9 gennaio 2005).
Demonizzare, lui può
"Irridere e demonizzare la destra nelle campagne elettorali non serve a
niente e a nessuno. Anzi, semmai la rafforza (...) Con certe forme di
radicalismo, che un tempo avremmo definito piccolo-borghesi, non si va
da nessuna parte (...): Regime? Questo tipo di campagne elettorali
servono anche a mobilitare la tua gente, ma drammaticamente non bastano
a vincere le elezioni. Contestare Berlusconi non basta. Non è
vero che il centro non esiste... Bisogna comprendere meglio le ragioni
dell'avversario" (Massimo D'Alema, la Repubblica, 4 novembre 2004).
"Le elezioni americane confermano che, alla fine, un certo radicalismo
non aiuta (...). Una cosa che c'è anche da noi e mi riferisco a
un certo antiberlusconismo salottiero (...). Anche da noi ha avuto
corso l'analisi che bisognava essere più contro Berlusconi. Si
conferma che non è vero, che non è questo il punto" (Massimo D'Alema, La Stampa, 4 novembre 2004).
"Berlusconi che punta al Quirinale crea un pericolo per le istituzioni" (Massimo D'Alema, la Repubblica, 8 gennaio 2005).
Accordo con chi è d'accordo
"Lo abbiamo dichiarato da molto tempo. Di fronte a questa posizione
di Forza Italia, credo che chiederemo ai governatori di non presentare
alcuna lista. La posizione di Forza Italia vale per tutte le regioni
d'Italia".
(Silvio Berlusconi, Il Giornale, 12 gennaio 2005).
"Accordo fatto nella Cdl: sì alle liste di Storace nel Lazio e
di Biasotti in Liguria, no a quelle di Formigoni in Lombardia e di
Fitto in Puglia".
(dai giornali del 14 gennaio 2005).
Lo smemorato di Cologno
"Sono ottimista e fiducioso nell'evoluzione dei Ds, alla luce anche
della elezione di D'Alema alla presidenza. Hanno capito che la
demonizzazione dell'avversario non porta da nessuna parte e che la via
giudiziaria non è altro che un boomerang. Faranno un'opposizione
che non sarà contro il governo" (Silvio Berlusconi, Ansa, 12 gennaio 2001).
"La sinistra, se tornasse al potere, porterebbe in Italia miseria, terrore e morte. E' il comunismo" (Silvio Berlusconi, 16 gennaio 2005).
Anno giudiziario, il messaggio della Lega
"Escludo un complotto politico contro Dell'Utri, perché
conosco bene e di persona il capo della Procura di Palermo Gian Carlo
Caselli: quando ero ministro dell'Interno è stato mio consulente
gratuito e mi ha aiutato a gestire la complessa vicenda del pentitismo.
E' una persona onesta che fa le cose solo perché ci crede e non
per secondi o terzi fini'' (Roberto Maroni, Ansa, 9 marzo 1999).
"La richiesta di arresto di Marcello Dell'Utri da parte della Procura
di Palermo è legittima, fondata e non persecutoria. Le accuse a
Dell'Utri fanno intravvedere lo spettro di Cosa nostra, lo spettro
della mafia" (Roberto Maroni, Ansa, 13 aprile 1999).
"Abbiamo votato compatti per l'arresto di Dell'Utri. Non mi meraviglio
che la Camera l'abbia respinta, è stato un inciucio fra Polo e
Ulivo. Cane non mangia cane. La Lega invece gioca a carte scoperte" (Umberto Bossi, 13 aprile 1999).
(14 gennaio 2005)
mercoledì, 24 novembre 2004
I nobili intenti della riforma
"La riforma dell'ordinamento giudiziario è necessaria, fondamentale. Nel 1992-'93, con Mani Pulite, la Dc e i vecchi partiti sono spariti proprio per non averla fatta per tempo"
(Giuseppe Gargani, responsabile giustizia di Forza Italia, al congresso dell'Associazione nazionale magistrati, 25 settembre 2004).
martedì, 23 novembre 2004
Lo smemorato di Cologno
Fabio Fazio: "Quando si parlava di mandar via dalla Rai Biagi, Santoro e Luttazzi, qualcuno promise di incatenarsi in loro difesa".
Enrico Mentana: "Nessuno promise di incatenarsi".
Fabio Fazio: "Qualcuno ci fu, non tu"
(Che tempo che fa, Rai3, 21 novembre 2004).
Enrico Mentana: "Biagi e Santoro sono regolarmente in Rai. Se qualcuno volesse toglierli, dopo il discorso di Berlusconi a Sofia sarebbe ancora più difficile... Comunque, se vogliono togliere Biagi e Santoro, noi ci mettiamo qui!".
Maurizio Costanzo: "E non ci muoviamo più!".
Marcello Veneziani: "Ma si accettano scommessa che ciò non accadrà!... Se ci dovesse essere una censura politica nei confronti di Santoro e Biagi, anch'io scenderò in piazza per impedirlo, per manifestare in loro difesa"
(Sciuscià edizione straordinaria, Rai2, 24 maggio 2002).
lunedì, 22 novembre 2004
La sai la penultima?
"Silvio Berlusconi pensa a misure forti, 'shock', di riduzione della spesa per consentire poi un taglio netto delle tasse. Il premier, parlando con i giornalisti a margine della festa dell'Indipendente, fa riferimento a misure complessive per 24 mila miliardi di vecchie lire per garantire entro la legislatura la riduzione delle aliquote al 33% e al 23% come promesso nel contratto firmato con gli italiani. 'E' un impegno solenne' che il premier prende. Dicendo che se non sarà rispettato, 'neanche si presenterà' alle prossime elezioni. Berlusconi ha quindi chiarito che sono già allo studio delle misure che potranno essere varate nel giro di qualche settimana, entro aprile, per consentire un risparmio di spesa intorno ai 6 miliardi di euro, circa 12 mila miliardi delle vecchie lire... Si tratta di misure che saranno poi esaminate in una riunione collegiale di maggioranza e successivamente dal Consiglio di gabinetto per poi approdare al Consiglio dei ministri, appunto, entro aprile 2004" (Ansa, 10 marzo 2004).
Tutto quello che volete sapere su: economia, berlusconi silviosabato, 20 novembre 2004
Un'altra promessa mantenuta
"Chi sciopera in difesa dell'articolo 18 lo fa contro i propri figli. Dovrà spiegare perché sciopera e se sciopera contro i giovani del Sud. Se è uno sciopero dei padri contro i figli. Uno scontro fra insiders e outsiders. Dai sindacati non viene nessuna proposta. Non cedremo" (Silvio Berlusconi, 23 marzo 2002).
"La riforma dell'articolo 18 è un'occasione storica per chiudere la pagina di un mercato del lavoro rigido che non crea occupazione, non crea opportunità ma soltanto vincoli. Questa è un'occasione, il governo non teme la piazza" (Roberto Maroni, ministro del Welfare, 23 marzo 2002).
"Purtroppo, sull'articolo 18, non siamo riusciti a convincere i nostri interlocutori. Meglio prenderne atto, piuttosto che alimentare un rischioso conflitto sociale" (Silvio Berlusconi, Corriere della Sera, 10 novembre 2004).
giovedì, 18 novembre 2004
Tutto d'un pezzo
"Resteremo fuori dai due poli, rischiando in proprio" (Sergio D'Antoni, fondando Democrazia Europea, 20 aprile 2001, due mesi prima di entrare nel Polo e di iscriversi all'Udc).
"Gli elettori premiano la coerenza. Non ho mai cambiato bandiera. Sono sempre stato uomo di centro disposto a difendere il Sud" (Sergio D'Antoni al "Roma", 26 ottobre 2004, dopo essersi iscritto all'Udeur ed essere stato eletto deputato alle suppletive di Napoli per il centrosinistra).
