le ultime parole famose
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domenica, 20 febbraio 2005

La storia, cattiva maestra

 "Oggi i funzionari statunitensi sono rimasti sorpresi e commossi dall'esito delle elezioni presidenziali nel Vietnam del Sud, malgrado la campagna terroristica dei vietcong per sabotare le votazioni. Secondo i resoconti da Saigon, ieri l'83% dei 5,85 milioni di elettori registrati hanno espresso le loro preferenze. Molti di loro hanno rischiato le rappresaglie minacciate dai vietcong. Il successo di queste elezioni è da molto tempo considerato un cardine nella politica del presidente Johnson, volta ad incoraggiare lo sviluppo di un processo costituzionale nel Vietnam del Sud" (Peter Grose, "Gli Stati Uniti incoraggiati dal voto in Vietnam", New York Times, 4 settembre 1967)

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Buon compleanno, Mani Pulite

 "Evidentemente (con i corsivi dell'Avanti! contro Di Pietro, nda), il Psi sta preparando il terreno per delegittimare pesantemente l'inchiesta Mani Pulite, in vista di altre retate. Potrebbe essere arrivata l'ora di Bobo Craxi?" (Gianfranco Fini,27 agosto 1992).

"Questo signor Fini non è altro che un volgare mestatore che scambia la diffamazione per politica" (Bobo Craxi, 27 agosto 1992).

"La scomposta reazione di Bobo Craxi alla nostra nota dimostra che abbiamo colto nel segno: sostenere che i corsivi dell'Avanti! siano mossi dal panico che l'inchiesta milanese sulle tangenti individui uomini al vertice della cupola politico-affaristica nel ristrettissimo entourage familiare della segreteria socialista, è infatti molto più verosimile che insinuare gratuitamente che il dr. Di Pietro agisca per motivi diversi da quelli giudiziari. Se Bobo Craxi vuole trovare qualche volgare calunniatore, non deve scomodarsi a cercarlo fuori dall'ambito dei suoi amici di partito. Anche lui dovrebbe sapere che quando si è presi con le mani nel vaso della marmellata è inutile tentar di nascondere le mani e ancor più chiamare in soccorso papà" (Gianfranco Fini, 27 agosto 1992).

"L'avviso di garanzia a Craxi non è solo la fine di un leader, ma anche la fine ingloriosa di un regime in cui i segretari dei partiti di governo hanno accumulato negli anni più potere di qualsiasi dittatore. La scelta dei pm di Milano di emettere l'avviso di garanzia all'indomani delle elezioni amministrative dimostra che la magistratura milanese non fa politica, contrariamente a quanto sostenuto proprio dal segretario socialista"
(Gianfranco Fini, Ansa, 15 dicembre 1992).

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Girolamo Savonarola

 "Faccio appello alle forze pulite del Paese contro la corruzione. Abbiamo più volte fatto appelli all'industria farmaceutica di moralizzare la situazione. Nulla offende di più della corruzione, perché sottrae risorse vive ai pazienti. E tutto questo in un momento in cui il servizio sanitario nazionale deve fare i conti con le risorse. Una volta per tutte bisogna mobilitare le forze pulite del paese, che sono tante, perché queste cose cessino. Stop alla corruzione, ai sistemi che fanno finto aggiornamento ai medici alle pressioni su medici e farmacisti. Le forze pulite del paese nell'interesse dei malati insorgano contro una modalità che ha portato a disastri e perdita di risorse oltre che una cattiva immagine per tutti".
(Girolamo Sirchia, Ansa, 12 febbraio 2003).

"Il governo chiede agli ordini professionali di intervenire con severità, nell'interesse della categoria. Il malcostume è un problema che ho sollevato un anno fa. Abbiamo anche tentato un accordo con Farmindustria che è finito con un buco nell'acqua. Ma servono anche sanzioni che portino alla rovina finanziaria di chi non capisce che cosa sia la morale. Come in Usa ed in altri Paesi europei. Io mi sentirei offeso se venissi mescolato a questa gente. La parte onesta della società deve condannare e denunciare chi infanga la professione medica. Gli onesti insorgano contro i corrotti".
(Girolamo Sirchia, Ansa, 13 febbraio 2003).

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Medico, cura te stesso

 "Non arrivo io alla mia età, 68 anni compiuti, a fine carriera, per venire qui a rubare o a fare porcherie di sottogoverno: non voglio chiudere la mia vita con delle macchie. Purtroppo la sanità italiana è stata percorsa in questi anni da disavventure di ogni genere, adesso è tempo di smetterla e di guardare avanti. Sarò il nemico più feroce di tutto ciò: perché non voglio chiudere la mia vita con macchie per avallare operazioni di sottogoverno di nessun tipo. Noi non siamo qui per interessi personali, ma per andare avanti, per fare cose positive".
(Girolamo Sirchia, ministro della Salute appena insediato, Ansa, 17 aprile 2002).
(14 febbraio 2005)

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sabato, 12 febbraio 2005

Garantista all'italiana

 "A me sembra che in questa vicenda (il mancato nullaosta all'espulsione di Mohamed Daki, ndr) la cosa più importante e grave sia invece un'altra. E cioè che questo soggetto, che fa parte di un'organizzazione terroristica riconosciuta come altamente pericolosa, possa circolare liberamente per il nostro Paese" (Alfredo Mantovano, sottosegretario all'Interno, An, Il Giornale, 5 febbraio 2005).
NB. Mohamed Darki è libero dopo essere stato assolto dal Tribunale di Milano dall'accusa di terrorismo.

"Devo dire che sono veramente ammirato del profilo personale e culturale di Marcello Dell'Utri" (Alfredo Mantovano, sottosegretario all'Interno, An, Espresso Sud n.5, maggio 2003).
NB. Marcello Dell'Utri è libero, è senatore della Repubblica e membro del Consiglio d'Europa, dopo essere stato condannato definitivamente a Torino per frode fiscale e false fatturazioni (2 anni) e, in primo grado, a Milano per estorsione con un boss mafioso (2 anni) e a Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa (9 anni).

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La Malfa e il suo sosia/2

 "I repubblicani che stanno con la sinistra sono analfabeti, venduti e traditori" (Giorgio La Malfa, 5 febbraio 2005).

"Altro appello all'orgoglio repubblicano è venuto da La Malfa il quale ha indicato nelle bandiere presenti sulla piazza la vera differenza con Forza Italia. "Quelle bandiere - ha rimarcato - sono state comprate alla Standa, le nostre sono di colore nero o sdrucite dagli attacchi subiti dalle nostre sezioni durante il fascismo: recano scritta un pezzo della storia patria". Per La Malfa (...) anche il Prc ha avuto i suoi meriti nel richiamare il problema della disoccupazione. A D'Alema ha detto di non sapere se augurargli il fallimento della Bicamerale o di mettere la sua firma "assieme a quella di Berlusconi e Fini, perché non si sa come si possa riscrivere la Costituzione con quelle forze lì" (Ansa, 19 aprile 1998).

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La Malfa e il suo sosia

 "I repubblicani che stanno con la sinistra sono analfabeti, venduti e traditori" (Giorgio La Malfa, 5 febbraio 2005).

"Il Pri sta nel centrosinistra da sempre, sono gli altri partiti che hanno cambiato la loro posizione; soprattutto, i repubblicani rivendicano con orgoglio le loro origini e la loro storia 'mentre altri partiti, a destra e a sinistra, hanno dovuto riscrivere frettolosamente la loro storia o rimuovere le loro memorie'. E' stato attorno a questo concetto che Giorgio La Malfa ha costruito il suo intervento nel corso di una manifestazione, la prima dopo tanti anni, che ha visto riuniti a Campo dè Fiori oltre tremila militanti del Partito repubblicano. In un tripudio di bandiere, alcune confezionate agli inizi del secolo ('Noi non le abbiamo comprate alla Standa'), i repubblicani si sono ritrovati per una manifestazione 'dell'orgoglio repubblicano, di chi - ha detto La Malfa - è stato un protagonista sulla scena politica, e continuerà ad esserlo'.

Apprezzamento politico per Prodi, riconoscimento pubblico al ministro del Tesoro Ciampi, cioè a quelli che La Malfa ha definito i due protagonisti dell'ingresso dell'Italia nella moneta unica (...). La Malfa ha assicurato che il Pri 'mai si confonderà sotto altre bandiere (...). La Malfa ha criticato le forze del Polo della libertà nella cui politica trova 'gli umori inquietanti di una certa destra e di tanta piccola borghesia lombarda'. Ma non ha risparmiato critiche neppure a D'Alema e Violante per essersi fatti interlocutori di Fini. 'Mi hanno fatto tanta tristezza - ha detto - vedere D'Alema e Violante impegnati a scambiarsi le colpe dei partigiani con quelle degli uomini della Repubblica sociale. Siamo stati antifascisti ed è compito della Repubblica difendere le proprie origini'" (Ansa, 19 aprile 1998).

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Bettino Fassino/2

 "Mi occupavo di Esteri, e per due anni ho trattato con Craxi e con tutti i partiti socialisti il nostro ingresso nell'Internazionale socialista... Con nessuno ho mai detto una parola contro Craxi. E lui me ne ha dato atto...".
(Piero Fassino, Corriere della Sera, 6 febbraio 2005).

"Il Pds ha risposto, con una dichiarazione di Piero Fassino alle affermazioni fatte oggi dal senatore Enrico Speroni a Strasburgo a proposito della carica di vicepresidente dell'Internazionale socialista ricoperta da Bettino Craxi. Speroni aveva detto che il Pds non aveva 'sollevato obiezioni' in proposito. 'L'on. Speroni - ha risposto ora Piero Fassino - è noto per le sue boutade provocatorie che spesso lo portano a parlare a sproposito. Il tentativo di Speroni di far credere che il Pds sarebbe indulgente verso Craxi è semplicemente ridicolo e patetico. Basterebbe ricordare con quale pervicacia persecutoria l'on. Craxi va da mesi di procura in procura mendicando l'apertura di inchieste sui dirigenti del Pds. E' inutile che Speroni cerchi dei diversivi per occultare che l'alleanza della Lega con Berlusconi sta riciclando squalificati personaggi cresciuti e affermatisi in pieno craxismo. Quanto al fatto che Craxi sia ancora vicepresidente dell'Internazionale socialista, il Pds ha già sollevato la questione chiedendo al presidente dell'Internazionale, Pierre Mauroy, di trovare rapidamente una soluzione che elimini tale ambiguità".
(Ansa, 8 marzo 1994).

"La comunicazione di Mauroy (sulle dimissioni forzate di Craxi da vicepresidente dell'Internazionale Socialista, ndr) è stata accolta con favore da Piero Fassino, responsabile esteri del Pds: 'E' la naturale e logica conclusione di un'evidente incompatibilità che si era determinata tra la condizione personale di Bettino Craxi e l'incarico di vicepresidente dell'Internazionale socialista'".
(Ansa, 18 marzo 1994).

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Bettino Fassino

 "Oggi si è riunificata la nostra famiglia e la mia famiglia... Come tenere insieme i padri nobili della nostra storia, Gramsci e Berlinguer, con Turati, Nenni, Craxi, e i miei padri... Non era scontato che la mia gente applaudisse, nel sentir pronunciare il nome di Craxi. Ma io sentivo che sarebbe accaduto... Mi sentivo in diritto di farlo, perché io non ho mai detto una parola contro Bettino Craxi. Dell'ultima generazione del Pci, io sono stato l'unico a non avere mai avuto asprezze con lui".
(Piero Fassino, Corriere della Sera, 6 febbraio 2005).

"Si può naturalmente comprendere l'imbarazzo e l'irritazione di Del Turco per la diffidenza con cui i partiti socialisti europei guardano oggi al Psi. Ma di ciò il Pds non porta alcuna responsabilità. E', invece, una delle tante conseguenze nefaste della politica di Craxi. Del Turco, anziché prendersela con Occhetto, faccia la cosa più semplice e chiara: compia atti inequivocabili che dimostrino che il Psi vuole cambiare davvero politica e vuole chiudere definitivamente con quel periodo".
(Piero Fassino, Ansa, 5 luglio 1993).

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Quelli che non c'entrano/5

 "Non c'è opera di quelle indicate nel programma di governo da cui ritiriamo l'impegno. Le realizzeremo tutte. Mi trovo qui a Porta a Porta per rispondere all'invito cordiale, uscito dal cuore di Lunardi, che, trovandosi nella situazione di dover assicurare il lavoro di quattro diversi ministeri, si trova ora a dover intervenire in settori importanti avendo anche l'onere di realizzare un importante piano per il governo che è quello delle grandi opere. Si tratta di 346 mila miliardi di vecchie lire per un decennio. Nel contratto con gli italiani mi sono impegnato a realizzare almeno il 40% di tutto il piano. Già si è fatto molto, ma il mio impegno sarà rivolto a rimuovere gli ostacoli, a velocizzare i tempi e a sensibilizzare alcuni ministri, soprattutto quelli che gestiscono le risorse. Le priorità da seguire sono la Salerno-Reggio Calabria e tutta una serie di collegamenti essenziali come quello dell'autostrada tra Palermo e Messina che sarà inaugurata entro la fine del 2003".
(Silvio Berlusconi, 20 novembre 2002).

"Anche sulla Salerno-Reggio Calabria siamo dovuti intervenire a 'piedi giunti' per sbloccare lavori, dividendo in pochi lotti l'intera opera. E' ormai sicura la data di ultimazione dell'opera".
(Silvio Berlusconi, 25 febbraio 2004).

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Quelli che non c'entrano/4

"Il Ponte sullo Stretto e la Salerno-Reggio Calabria sono opere utili all'intero Paese, per avvicinare il nord al sud e questo al resto d'Europa. Il tempo perduto lascerà, finalmente, spazio agli interventi strutturali concreti" (Giuseppe Chiaravalloti, presidente Regione Calabria, Ansa, 12 giugno 2001).

"Nell'agenda del governo ci sono poi quella che viene ritenuta la 'madre di tutte le opere': il Ponte sullo Stretto e i lavori di riammodernamento della Salerno-Reggio Calabria, divenuti ormai l'ennesima 'storia infinità sul fronte delle opere pubbliche: per completarli - ha detto di recente Lunardi - occorrono altri 6.000 miliardi oltre a quelli già stanziati, e almeno altri tre anni" (Ansa, 27 giugno 2001).


"Gli investimenti non solo serviranno per una maggiore qualità della vita di chi risiede in Calabria ma anche per creare dei corridoi di importazione ed esportazione delle merci: il Ponte sullo Stretto e i corridoi stradali e autostradali della Salerno-Reggio Calabria, per la quale è previsto l'allargamento fino a Reggio e la costruzione delle corsie di emergenza, e della Lecce-Taranto-Sibari-Reggio Calabria che da strada normale dovrà assumere una tipologia autostradale" (Silvio Berlusconi, 16 maggio 2002).

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Quelli che non c'entrano/3

 "Il Ponte sullo Stretto è, con la Variante di Valico e l'ammodernamento dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria, uno dei punti caldi del capitolo lavori pubblici su cui Berlusconi ha già annunciato di voler premere sull'acceleratore".
(Ansa, 15 maggio 2001).

"Secondo il ministro delle Infrastrutture 'in pectore', Pietro Lunardi, partiranno 'sicuramente' anche altre grandi opere tra cui la Variante di Valico, il passante di Mestre e la Salerno-Reggio Calabria. 'Nei primi cinque anni di governo - ha detto Lunardi - il presidente Berlusconi ha promesso che saranno aperti i cantieri del 40% delle opere considerate d'emergenza' che globalmente 'valgono quasi centomila miliardi'. E lo strumento per avviare tali opere 'sarà la Legge obiettivo che eliminerà il diritto di veto nelle fasi d'approvazione dei progetti e stabilirà tempi certi'". (Ansa, 17 maggio 2001).

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Quelli che non c'entrano/2

 "Proseguendo nell'illustrare il proprio progetto, Lunardi indica tra le priorità per il Centro-Sud: 'Rifare la Salerno-Reggio Calabria e poi il Ponte sullo Stretto'". (Ansa, 11 aprile 2001).

"Berlusconi ha mostrato alla platea del cinema napoletano che ha ospitato il comizio la mappa della regione con tutti gli interventi segnati in rosso. Fra tutti spicca il tratto campano della ferrovia ad alta capacità di Napoli-Reggio Calabria, che richiederà 2.000 miliardi e cinque anni di lavori. Poi occorrerà ampliare l'autostrada Salerno-Reggio Calabria per la quale occorreranno 3.000 miliardi".
(Ansa, 18 aprile 2001).

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Quelli che non c'entrano/1

 "Si chiama Pietro Lunardi, è un ingegnere, e Silvio Berlusconi ha detto che spera possa far parte della prossima compagine di governo. E' costui il tecnico che Berlusconi ha scelto di portare insieme a lui questa sera a Porta a porta. Interpellato sulle emergenze italiane per quanto riguarda le grandi opere, colui che potrebbe essere il futuro ministro dei Lavori pubblici, Pietro Lunardi, ne ha indicati in primo luogo tre: la variante di valico, la variante di Mestre, la Salerno-Reggio Calabria. 'Al momento l'ing. Lunardi è il coordinatore di tutta la squadra che ha curato i progetti su queste grandi opere - ha spiegato Berlusconi - spero un domani possa far parte della compagine di governo'" (Ansa, 9 aprile 2001).

"Per quanto riguarda le infrastrutture, Fini ha confermato quanto sostenuto da Berlusconi: 'Ci siamo dati tre priorità: la variante di valico, l'Autostrada Salerno-Reggio Calabria ed il passante di Mestre. Non cito il ponte sullo Stretto perché è assodato; avendone parlato cento volte, è quasi come se avessimo cominciato a farlo'" (Ansa, 10 aprile 2001).

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E' tornato lui

 "La Lega presenterà proprie liste e candidati autonomi alle prossime regionali, contro le forze della restaurazione che si fanno via via più determinate per portar via voti alla Lega e avviare la successione a Berlusconi, assediato dai vecchi democristiani. La decisione è presa" (Umberto Bossi, 10 gennaio 2005).

"Una retromarcia in questo momento non la prendiamo nemmeno in considerazione" (Roberto Calderoli, 10 gennaio 2005).

"Correndo da sola, con liste e candidati autonomi, la Lega Nord scomparirebbe. Ci taglieremmo le palle" (Umberto Bossi, 20 gennaio 2005).

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Quello pacato

 "Se ci si parla pacatamente e con dati, ma puntando all'efficienza e all'economicità del servizio giustizia, piuttosto che fare proclami pubblici, penso che si raggiungano risultati in tempi più rapidi" (Alfredo Mantovano, sottosegretario all'Interno, An, ammonisce i magistrati che protestano contro la riforma dell'ordinamento giudiziario, Ansa, 15 gennaio 2005).

"La condanna di Marcello Dell'Utri per concorso esterno in associazione mafiosa mi ricorda le rappresaglie dei nazisti in fuga dall'Italia" (Alfredo Mantovano, sottosegretario all'Interno, An, 11 dicembre 2004).

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Come passa il tempo

 "Io contrario alle primarie nell'Ulivo? Ma si figuri. Io ho proposto che le primarie venissero previste in Costituzione e fossero regolate per legge. E colgo anche il senso della proposta di Romano Prodi". (Massimo D'Alema, La Stampa, 2 settembre 2004).

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Lo stratega

 "In Iraq le elezioni regolari saranno la conseguenza di uno Stato ben funzionante. Ormai c'è una vita regolare, ci sono le scuole eccetera. Poi, certo, ci sono le cose che non funzionano. Ad esempio, i semafori a Baghdad non funzionano. Ogni tanto scende uno dalla macchina e si mette a dirigere il traffico" (Silvio Berlusconi, 30 settembre 2004).

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Il cordoglio del premier

 "Chi non salta interista è".
(Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio italiano, in visita ai soldati italiani a Nassiriya, 12 aprile 2004).

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Programmi d'evasione

 "L'educazione dei cittadini al rispetto della legalità, in tutti i suoi aspetti, è compito di tutti. Per chiedere che lo Stato assuma tutte le responsabilità bisogna sapere anzitutto di aver fatto, di stare facendo la propria parte adempiendo a quei compiti che toccano alle autorità locali e a tutta la cittadinanza. Chi fa costruzioni abusive distruggendo un bene pubblico come il paesaggio o chi non paga le imposte, creando ovvie difficoltà per lo Stato e gli enti locali, non può chiedere aiuto" (Carlo Azeglio Ciampi, presidente della Repubblica, a Crotone, 14 gennaio 2005).

"C'è una norma di diritto naturale che dice che se lo Stato ti chiede più di un terzo di quello che con tanta fatica hai guadagnato, c'è una sopraffazione dello Stato nei tuoi confronti e allora ti ingegni per trovare dei sistemi elusivi o addirittura evasivi che senti in sintonia con il tuo intimo sentimento di moralità e che non ti fanno sentire colpevole" (Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, in visita alla Guardia di Finanza, Ansa, 11 novembre 2004).

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Tutti d'un prezzo

 "L'accordo siglato fra me e Berlusconi il 15 aprile '96 prevedeva un impegno del Polo a garantire a Radio Radicale il mantenimento dei requisiti previsti dalla legge del '90 per le emittenti radiofoniche che risultino essere organo di partito. In mancanza - recita l'accordo - 'verrà corrisposto dal Polo a Radio radicale un contributo sostitutivo pari a quello che le spetterebbe in virtù del sopracitato articolo di legge nell'eventualità che la Lista Pannella-Sgarbi alle elezioni del 21 aprile '96 non consegua alcun eletto'..." (Marco Pannella, 16 luglio 1996).
"Ora Berlusconi e il Polo dovranno rispettare gli impegni e le parole, dati e traditi, fino in fondo. E versare immediatamente le somme promesse. Anche le prime tre rate di 450 milioni ciascuna, ormai scadute - come previsto dall'accordo - il 31 maggio, il 31 agosto e il 30 novembre. E un miliardo e 800 milioni annui fino alla fine della legislatura"
(Marco Pannella, dopo aver trascinato Berlusconi in Tribunale, con richiesta di sequestro di 20 miliardi al Polo, a titolo di garanzia per le promesse fatte e non mantenute, e la nomina di un collegio arbitrale che dà ragione ai Radicali, 18 dicembre 1996).
"Credo sia necessario proporre un'intesa a Berlusconi, o, in carenza, a Prodi, per le prossime elezioni regionali. L'accordo dovrà essere solo la prima tappa di un cammino che porta fino alle politiche del 2006" (Marco Pannella, 9 gennaio 2005).

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Demonizzare, lui può

 "Irridere e demonizzare la destra nelle campagne elettorali non serve a niente e a nessuno. Anzi, semmai la rafforza (...) Con certe forme di radicalismo, che un tempo avremmo definito piccolo-borghesi, non si va da nessuna parte (...): Regime? Questo tipo di campagne elettorali servono anche a mobilitare la tua gente, ma drammaticamente non bastano a vincere le elezioni. Contestare Berlusconi non basta. Non è vero che il centro non esiste... Bisogna comprendere meglio le ragioni dell'avversario" (Massimo D'Alema, la Repubblica, 4 novembre 2004).

"Le elezioni americane confermano che, alla fine, un certo radicalismo non aiuta (...). Una cosa che c'è anche da noi e mi riferisco a un certo antiberlusconismo salottiero (...). Anche da noi ha avuto corso l'analisi che bisognava essere più contro Berlusconi. Si conferma che non è vero, che non è questo il punto" (Massimo D'Alema, La Stampa, 4 novembre 2004).

"Berlusconi che punta al Quirinale crea un pericolo per le istituzioni" (Massimo D'Alema, la Repubblica, 8 gennaio 2005).

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Accordo con chi è d'accordo

 "Lo abbiamo dichiarato da molto tempo. Di fronte a questa posizione di Forza Italia, credo che chiederemo ai governatori di non presentare alcuna lista. La posizione di Forza Italia vale per tutte le regioni d'Italia".
(Silvio Berlusconi, Il Giornale, 12 gennaio 2005).

"Accordo fatto nella Cdl: sì alle liste di Storace nel Lazio e di Biasotti in Liguria, no a quelle di Formigoni in Lombardia e di Fitto in Puglia".
(dai giornali del 14 gennaio 2005).

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Lo smemorato di Cologno

 "Sono ottimista e fiducioso nell'evoluzione dei Ds, alla luce anche della elezione di D'Alema alla presidenza. Hanno capito che la demonizzazione dell'avversario non porta da nessuna parte e che la via giudiziaria non è altro che un boomerang. Faranno un'opposizione che non sarà contro il governo" (Silvio Berlusconi, Ansa, 12 gennaio 2001).

"La sinistra, se tornasse al potere, porterebbe in Italia miseria, terrore e morte. E' il comunismo" (Silvio Berlusconi, 16 gennaio 2005).

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Anno giudiziario, il messaggio della Lega

 "Escludo un complotto politico contro Dell'Utri, perché conosco bene e di persona il capo della Procura di Palermo Gian Carlo Caselli: quando ero ministro dell'Interno è stato mio consulente gratuito e mi ha aiutato a gestire la complessa vicenda del pentitismo. E' una persona onesta che fa le cose solo perché ci crede e non per secondi o terzi fini'' (Roberto Maroni, Ansa, 9 marzo 1999).

"La richiesta di arresto di Marcello Dell'Utri da parte della Procura di Palermo è legittima, fondata e non persecutoria. Le accuse a Dell'Utri fanno intravvedere lo spettro di Cosa nostra, lo spettro della mafia" (Roberto Maroni, Ansa, 13 aprile 1999).

"Abbiamo votato compatti per l'arresto di Dell'Utri. Non mi meraviglio che la Camera l'abbia respinta, è stato un inciucio fra Polo e Ulivo. Cane non mangia cane. La Lega invece gioca a carte scoperte" (Umberto Bossi, 13 aprile 1999).

(14 gennaio 2005)

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mercoledì, 24 novembre 2004

I nobili intenti della riforma

"La riforma dell'ordinamento giudiziario è necessaria, fondamentale. Nel 1992-'93, con Mani Pulite, la Dc e i vecchi partiti sono spariti proprio per non averla fatta per tempo"
(Giuseppe Gargani, responsabile giustizia di Forza Italia, al congresso dell'Associazione nazionale magistrati, 25 settembre 2004).



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martedì, 23 novembre 2004

Lo smemorato di Cologno

Fabio Fazio: "Quando si parlava di mandar via dalla Rai Biagi, Santoro e Luttazzi, qualcuno promise di incatenarsi in loro difesa".
Enrico Mentana: "Nessuno promise di incatenarsi".
Fabio Fazio: "Qualcuno ci fu, non tu"
(Che tempo che fa, Rai3, 21 novembre 2004).

Enrico Mentana: "Biagi e Santoro sono regolarmente in Rai. Se qualcuno volesse toglierli, dopo il discorso di Berlusconi a Sofia sarebbe ancora più difficile... Comunque, se vogliono togliere Biagi e Santoro, noi ci mettiamo qui!".
Maurizio Costanzo: "E non ci muoviamo più!".
Marcello Veneziani: "Ma si accettano scommessa che ciò non accadrà!... Se ci dovesse essere una censura politica nei confronti di Santoro e Biagi, anch'io scenderò in piazza per impedirlo, per manifestare in loro difesa"
(Sciuscià edizione straordinaria, Rai2, 24 maggio 2002).










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lunedì, 22 novembre 2004

La sai la penultima?

"Silvio Berlusconi pensa a misure forti, 'shock', di riduzione della spesa per consentire poi un taglio netto delle tasse. Il premier, parlando con i giornalisti a margine della festa dell'Indipendente, fa riferimento a misure complessive per 24 mila miliardi di vecchie lire per garantire entro la legislatura la riduzione delle aliquote al 33% e al 23% come promesso nel contratto firmato con gli italiani. 'E' un impegno solenne' che il premier prende. Dicendo che se non sarà rispettato, 'neanche si presenterà' alle prossime elezioni. Berlusconi ha quindi chiarito che sono già allo studio delle misure che potranno essere varate nel giro di qualche settimana, entro aprile, per consentire un risparmio di spesa intorno ai 6 miliardi di euro, circa 12 mila miliardi delle vecchie lire... Si tratta di misure che saranno poi esaminate in una riunione collegiale di maggioranza e successivamente dal Consiglio di gabinetto per poi approdare al Consiglio dei ministri, appunto, entro aprile 2004" (Ansa, 10 marzo 2004).

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sabato, 20 novembre 2004

Un'altra promessa mantenuta

"Chi sciopera in difesa dell'articolo 18 lo fa contro i propri figli. Dovrà spiegare perché sciopera e se sciopera contro i giovani del Sud. Se è uno sciopero dei padri contro i figli. Uno scontro fra insiders e outsiders. Dai sindacati non viene nessuna proposta. Non cedremo" (Silvio Berlusconi, 23 marzo 2002).

"La riforma dell'articolo 18 è un'occasione storica per chiudere la pagina di un mercato del lavoro rigido che non crea occupazione, non crea opportunità ma soltanto vincoli. Questa è un'occasione, il governo non teme la piazza" (Roberto Maroni, ministro del Welfare, 23 marzo 2002).

"Purtroppo, sull'articolo 18, non siamo riusciti a convincere i nostri interlocutori. Meglio prenderne atto, piuttosto che alimentare un rischioso conflitto sociale" (Silvio Berlusconi, Corriere della Sera, 10 novembre 2004).






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giovedì, 18 novembre 2004

Tutto d'un pezzo

"Resteremo fuori dai due poli, rischiando in proprio" (Sergio D'Antoni, fondando Democrazia Europea, 20 aprile 2001, due mesi prima di entrare nel Polo e di iscriversi all'Udc).

"Gli elettori premiano la coerenza. Non ho mai cambiato bandiera. Sono sempre stato uomo di centro disposto a difendere il Sud" (Sergio D'Antoni al "Roma", 26 ottobre 2004, dopo essersi iscritto all'Udeur ed essere stato eletto deputato alle suppletive di Napoli per il centrosinistra).




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